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venerdì 20 dicembre 2013

Rusumada e tanti auguri!

Buongiorno!

Tempo fa avevo già postato la ricetta della rusumada. Oggi ve la ripropongo con una variante, tocco di gusto alla Grandma Duck.
La rusumada è il tipico modo di bere le uova: l'albume va montato a neve, si aggiunge il tuorlo sbattuto con lo zucchero e poi, nella versione dei nonni, si aggiunge un goccio di vino, nelle versione delle nonne, invece, si aggiunge un goccio di caffè.
Ecco che io cerco di aggiustare a mio gusto le due usanze mettendoci una buona birra scura al caffè.
Io amo molto mangiare la rusumada quando sono a casa da sola sul divano, davanti ad un camino acceso, mi riporta ai tempi in cui ero bimba, mi riporta al periodo invernale con la nonna.

Ingredienti a persona:
1 uovo
2 cucchiai di zucchero
mezza tazzina di birra scura al caffè
1 fetta di panettone Loison

venerdì 23 marzo 2012

Quattro amici e..una petamura per raccontarsi





Buongiorno!

I detti di casa mia a tavola sono:

I bun bucun custen car
Mangia e tas, se ta voret vif in pas
Panza piena la ciama ripos
Ul vin al fa sang, l'acqua fa tremà i gamb


Ma se a cena hai Silvia dalla provincia di Livorno, Lidia dalla provincia di Caserta e Giovanni dalla provincia di Napoli...non capiranno mai!!!
Quale modo migliore di presentarsi se non attraverso il piatto tipico della propria città?
Al mondo esistono pochissime persone che conoscono ed hanno mangiato la petamura, solo gli abitanti di Faggeto Lario. Su quel ramo del lago di Como che conta 1000 anime o poco più, i nonni a tavola come pasto servivano la petamura.

giovedì 19 gennaio 2012

La cassoela dello zio Enrichetto

Buongiorno!

Pan, vin e luganeghin, mangià divin

Questo antico e celebre piatto, la cassoela, è un vero conforto nel lungo, freddo e nebbioso inverno lombardo.
E' diffuso in un territorio molto ampio e presenta quindi ricette variabili da zona a zona.
Io oggi voglio postare la miglior versione, quella dello zio Enrichetto.
Un piatto a km zero, è proprio il caso di dirlo, in quanto cucinato praticamente nell'orto della casa lipomese. che ad oggi, grazie anche alle favorevoli gelate di questi giorni, sta donando delle ottime verze. Ingredienti recuperati semplicemente attraversando la strada e raggiungendo il macellaio che ha macellato il maiale buono per il tipico piatto laghee.



mercoledì 4 gennaio 2012

La buseca...trippa di casa mia


Buongiorno e...essendo la prima ricetta del 2012...rinnovo gli auguri di buon anno a tutti!

La sera della vigilia a casa mia è abitudine mangiare la buseca o trippa.
E' un tipico piatto di una volta, ideale per sfruttare gli intestini degli animali, ritenuti veri e propri scarti di macellazione. Da cibo poverissimo, con il tempo, è diventato uno dei piatti caratteristici della cucina comasca e lombarda.
La tradizione vuole che la si mangi dopo la mezzanotte al termine della messa, ma da anni ormai, noi la mangiamo per cena.
La ricetta base è unica: trippa, ovvero intestini e stomaco di animali macellati, burro, sedano, carote e cipolle, fagioli e aromi, salvia ed alloro. Oggi si usa l'intestino dei vitelli a listerelle.
Detta così, mi rendo conto, non rende e non invoglia forse nemmeno...ma è da provare.


giovedì 22 dicembre 2011

Supa de scigulin


Buongiorno!

Come avrete notato, è un periodo in cui non riesco molto a seguire come vorrei il mio ed i vostri blog.
Al lavoro sono alle prese con i giri dai clienti per i saluti e gli auguri, a casa sono alle prese con i regali, i segnaposti ed i vari menù da organizzare.
Il tempo è poco e il blog viene trascurato. Ma è una parentesi momentanea.
Oggi vi lascio la ricetta del nostro piatto della sera di Natale, quest'anno ho optato per una variante al solito "brodino natalizio", quest'anno faremo la zuppa di cipolle.
L'ho mangiata sabato sera al ristorante "Falchetto" di Brunate.....divina....


domenica 11 dicembre 2011

La polenta vuncia o uncia


Buongiorno!

L'è mej la pulenta a cà tua che pitanza in cà di olter dicono al mio paese.

"La polenta, cibo simbolo del territorio lariano, è stata per lunghi anni il sostituto del pane; dunque la polenta tradizionale non ha consistenza molle, ma dura. La vera polenta è quella che si prepara con poco meno di quattro litri d’acqua per un chilo di farina di mais: a fine cottura deve risultare consistente, dura (al proposito un proverbio dice Pulenta dura la fa i bun bucun, la polenta dura fa i buoni bocconi), adatta da tagliare a fette. Una simile polenta va preparata con farina di granoturco macinata a grana grossa, lasciata cadere a pioggia nell’acqua bollente correttamente salata (10 g di sale per 1 l d’acqua), va cotta a lungo, per poco meno di un’ora e mescolata in continuazione, affinché non si formino grumi. Un tempo per rimestare la polenta si usava un bastone di nocciolo; una volta cotta, la polenta veniva rovesciata su un tagliere di legno, affettata con un filo tenuto teso da un archetto di flessibile legno di salice e avvolta infine in un tovagliolo affinché restasse calda a lungo. Ora questi riti tradizionali si sono quasi persi, ma la polenta continua a restare un piatto molto gradito che si mangia volentieri quando fa freddo, comunica allegria e aumenta il piacere di stare in compagnia.

domenica 30 ottobre 2011

La rusumada!

Buongiorno!

Oggi voglio tornare un po' alle mie origini ed alla mia cucina laghee.
In questi giorni ho letto "Portami al lago" di Giuseppe Guin, un giornalista scrittore che vive al mio paesello, Faggeto Lario.
"Portami al lago" si inserisce nella trilogia iniziata con "L'amore imperdonabile" e proseguita con "Io ti aspetto qui".


lunedì 11 aprile 2011

Nervetti

L'aj e la scigulina i è i re de la cusina
L'aglio e la cipolla sono i re della cucina
detto comasco

Buongiorno a tutti!

E' lunedì e il lunedì è un giorno che...mi fa venire i nervi!!!! Ho ancora il ricordo del fine settimana e al mattino la sveglia...fa venire i nervi...la coda in autostrada...fa venire i nervi.....il report da compilare in ufficio....fa venire i nervi...
Quante cose nella vita possono far venire i nervi???? Ieri mattina, prima di partire per la mia camminata domenicale, mi è caduta in bagno la boccetta del profumo... NUOVAAAAAAA...che nervi!
Ho addocchiato una magliettina carina in un negozio, sono passata la scorsa settimana dopo aver ben riflettuto se comprarla o meno...non c'era più...che nervi!
Ero in coda al supermercato, mi sono distratta un attimo e una signora si è intrufolata prima di me saltando la fila...che nervi!!!!
Insomma i nervi saltano per poco molto spesso, ma prendiamo la vita con filosofia e ironizziamo un po' sulle cose per dare anche a queste un senso positivo (tipo mancano solo 5 giorni e arriverà un altro bel fine settimana!!!).
E allora io oggi cosa cucino?????

sabato 2 aprile 2011

Misultitt

Ul vin al fa sang, l'acqua fa tremà i gamb
detto comasco


E' iniziato il week end!!!! Il sole splende alto in cielo, la temperatura è straordinariamente pre estiva, la mente si rilassa....il piacere sfoga le sue voglie. E come iniziare se non con una cenetta in famiglia? Ieri sera ho bloccato i miei genitori e mi sono autoinvitata a cena.....come cucina i misultitt mio papà...non li cucina nessuno.
I missoltini sono gli agoni pescati in primavera, eviscerati ed esposti all'aria su fili appesi a strutture triangolari in modo che essichino per il vento e il sole, poi salati e pressati in barili di legno o latta in moda da poterli conservare a lungo. Questi barili sono chiusi con coperti sui quali si mettono dei pesi, in modo che i pesci, pressati, emettano un olio che li fa conservare.

martedì 29 marzo 2011

Piccolo dizionario gastronomico laghee

Guàrdet ben dal ver nemìs, ma pussèe dal fint amis
 Guardati bene dal vero nemico, ma di più dal finto amico
Proverbio comasco

Olè!!! New look per il mio blog!!!
Lo sto costruendo pian piano, sfruttando ogni momento libero, divertendomi e cercando di plasmarlo a mia immagine e somiglianza. Questa linea mi sembra più semplice e pulita (prima mi sentivo "appesantita" dal colore e dalla grafica) come semplice, pulita e genuina mi sento di essere io.
Portate pazienza...imparerete a conoscermi (se vorrete...se gradirete)...con le mie riflessioni, le mie ricettine e....le mie prove design =)

E parlando di cose genuine..torniamo alla cucina laghee.
Patè di cavedano, missoltini, pesce in carpione, polenta cunscia, tucc, buseca, riso con filetti di pesce persico, rustisciada, verzada, supa de scigulin, cutizza...e tanti altri, sono solo alcune proposte culinarie.
Ma prima è bene soffermarci sui termini di uso comune che incontreremo cucinando.


mercoledì 23 marzo 2011

La cucina lariana...la Panigada

Faggeto Lario...la mia terra!

Le terre che avvolgono le acque del lago di Como, dette lariane dall'antico nome del lago, Larius, sono celebri nel mondo per paesaggi d'incantevole bellezza. I monti scendono a lambire le acque in un susseguirsi di linee oblique, di cime e controcime più o meno aguzze, di paesi appesi ai pendii o mollemente allungati sulle rive.
Molti artisti, pittori, scrittori e musicisti, hanno cercato di esprimere nelle loro opere il profondo fascino che il lago di Como, con i suoi panorami sempre diversi e sempre sorprendentemente mirabili, esercita sugli animi sensibili.
L'incanto del lago è racchiuso nell'armonia che vi regna: sia che si osservino grossi borghi popolosi, sia piccoli insediamenti, costituiti da poche case in pietra strettamente accostate, le vie, le scale, i portici, le piccole piazze sono ovunque a misura d'uomo. Anche la luce lariana è particolare e contribuisce ad accrescere il fascino dei luoghi: quando non arrivano i vapori della pianura l'atmosfera è così tersa che pare di poter toccare la riva opposta semplicemente allungando una mano.

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