lunedì 4 febbraio 2019

Vi presento Les 2 Alpes mes amis

"Ciao, tu scii?"
"Ciao, sì. Da quando ho 7 anni, anche se ultimamente vado poco"
"Che ne dici di venire a Les 2 Alpes alla scoperta della stazione sciistica?"
"Vengo!"

Non sono mai titubante davanti a certe proposte e quattro giorni in montagna era un po' che volevo farli.

E così parto in treno verso la mia meta.  Ça va sans dire!






Siamo tra le Alpi del Nord e le Alpi del Sud, in Francia, nel dipartimento dell'Isère.

Già nel lontano 1930 si pensava a voler costruire un qualcosa, ma la guerra ha rimandato il progetto  al 1946. E' da questa data che, sugli antichi alpeggi dei villaggi di Mont de Lans e di Venosc, nasce la stazione sciistica internazionale più grande. Ho visto foto della vecchia Les 2 Alpes appese nei locali storici ed è sorprendente la mutazione avuta.

Ho anche dormito nella struttura più vecchia, ha compiuto 140 anni pochi giorni fa. Si tratta dell'hotel Chalet Mounier. Di proprietà della stessa famiglia da generazioni, si trova proprio del cuore di Les Deux Alpes ed è comodissimo per le piste da sci.
Come dicevo ha una storia lunghissima che inizia nel 1879 con l'installazione di una azienda agricola-ostello e, 1933, viene trasformata in hotel che poi sviluppa costantemente.


Tornando a Les 2 Alpes, il comprensorio è ideale per sciare in inverno.
Con un innevamento naturale garantito grazie al ghiacciaio situato a 3600 m d'altitudine, il comprensorio è un autentico paradiso degli sport da discesa che si estende su 425 ettari di piste segnalate (di cui 10 ettari non battuti). 365 giorni all'anno.
La stazione di Les 2 Alpes, situata nel massiccio degli Ecrins (in Oisans), è una delle più alte vette sciabili con un dislivello massimo negativo di 2300 m, una pista che parte dal ghiacciaio e raggiunge il villaggio di Mont de Lans. Il tutto senza utilizzare neanche un impianto di risalita.
E non solo. In estate si trasforma in un bellissimo parco per mountain bike su quattro aree: Vallée Blanche, Jandri, Le Diable e Vénosc. Ma si può fare anche equitazione, golf, arrampicata e il parapendio.
Ahhh il parapendio. Mi si è offerta l'occasione di provare e ho titubato fino a dir di no ed ora mi dico che sono stata sciocca ed "ogni lasciata è persa" come si suol dire. Umberto, il giornalista fotografo che era con me, l'ha fatto. Si è affidato ad un maestro con 30 anni di volo alle spalle e ha goduto della vista dall'alto di Les 2 Alpes. Io mi sono premurata di fargli foto e video del momento.
Nonostante il tempo avverso abbiamo sciato un giorno e mezzo ed io, gambe e ginocchia a terra dalla fatica dovuto anche al mancato allenamento, sono stata felice come un Pasqua (che non ho ancora capito perché si dice così). Come dicono loro "il n'y a pas de problème", non sarà una nevicata a rovinare i piani, anzi li ha migliorati a mio avviso. Ho respirato l'aria buona e frizzante, ho ascolto il silenzio delle cime innevate, ho vissuto la montagna toccandola con mano e assaggiandola attraverso i piatti tipici.
Mamma che piatti!
Appena arrivata sono andata a far merenda da Crepes a Gogo dove ho assaggiato la gallette al grano saraceno con caramello salato.
La sera da Le Grain De Sel ho provato la marmite, un piatto tradizionale, una specialità di montagna con sapori locali. Ho pulito perfettamente la marmitta con il cucchiaio non lasciando alcuna traccia di crema di senape. Lo chef mi ha fatto i complimenti, lui a me, per aver apprezzato. Il ristorante si trova di fronte alla seggiovia Diable e a fine pasto ti offrono un genepì eccezionale digestivo.
Al ristorante dell'hotel Les Mélèzes, sempre ai piedi delle piste, ho assaggiato il Veal Chop con verdure al vapore (che anche BlogSfizioso apprezzerebbe). Mentre a Le Diable Cau Ceur, che è proprio sulle piste, gli gnocchi al tartufo e il pain perdu.


Vero è che la montagna ti apre lo stomaco, ma i piatti si prestano anche.
Per non parlare del buon vino bianco e della birra. A Le Diable Cau Ceur ne fanno una loro artigianale con l'acqua del ghiacciaio. Avete idea di cosa vuol dire bere una birra buona in cima alle piste dopo una mattinata di sci? Ecco!
E la bellezza di entrare nei locali tipici in legno, con camini accesi, calde coperte qua e la? E fuori nevica? Ecco!
Il top è stato raggiunto alla SPA dello Chalet Mounier, con un massaggio alle gambe fatto dalla soprannominata "Mani di Fata" e dalla cena di chiusura nella magica cornice dell'hotel al ristorante. La prossima volta devo provare l'altro, sempre interno all'hotel,  Le P'tit Polyte. Ha una stella Michelin e offre una cucina piena di fantasia e incanto che esprime il talento del giovane chef australiano, Mathew Hegarty e della sua squadra di 13 persone. 

Et voilà! Questa è stata per me Les 2 Alpes. Non vi nego che mi manca già l'atmosfera e mi mancano le persone. Ho conosciuto i ristoratori e i maestri di sci, per non parlare di Helena che è stata con noi tutti i giorni e si è adoperata per la nostra felicità. Il successo a volte, anzi spesso, viene anche dalla passione delle persone e credetemi... a Les 2 Alpes tutti operano con passione, sorriso e voglia di farvi vivere una indimenticabile esperienza.



Non ho mai sciato d'estate... credo che mi impegnerò per tornare alla stazione sciistica. E' nelle mie "to do list" dell'anno anche perché non sono riuscita a girare tutti i pub che ci sono lungo la via principale, non ho mangiato tutti i croissant dell'albergo e non ho speso tutta la carta di credito nei negozi, non solo sportivi, che sorgono ai piedi della pista.
Quindi... à bientôt!

(Ho fatto tantissime foto che potete vedere nelle stories in evidenza di Instagram e nei post).

Grazie a Les 2 Alpes e France.Fr

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