lunedì 18 luglio 2016

30 anni di Baladin: dalla terra al bicchiere, nasce il nuovo birrificio agricolo a Piozzo (CN)

Buongiorno!

Dal 13 al 16 Luglio a Piozzo c'è stata una grande festa alla quale ho partecipato con gioia: #Baladin30. La birra di Teo Musso ha compito 30 anni e si è regalata un nuovo stabilimento.
Partiamo dall'inizio.
Nel 1986 nasce a Piozzo il pub “Le Baladin” voluto da un giovane ed entusiasta appassionato di birra artigianale e musica. Teo Musso inizia così un cammino che lo porterà a creare il primo brewpub d’Italia nel 1996 e a proporre un nuovo modo di interpretare la birra, pensata per esprimere idee, sentimenti e per essere assaporata preferibilmente abbinata al cibo. Il 1996 coinciderà con l’inizio di quella che viene definita la rinascita della birra artigianale in Italia, oggi tema di grande attualità e successo di cui Teo è stato un protagonista e una figura fondamentale in Italia, per la diffusione della cultura di questa eccezionale prodotto della terra, tanto da divenirne un ambasciatore anche all’estero. Un percorso lungo, avventuroso, pioneristico e quasi romantico, caratterizzato da idee visionarie, rivoluzionare e prese di posizioni nette ma proiettate ad una visione ampia, futuristica che tanto hanno contribuito al successo attuale. 
Cercando di concentrare in pochi concetti: l’idea di creare prodotti profumati, appetibili ad un pubblico consapevole e curioso; l’idea di utilizzare packaging preziosi e quindi dare una nuova dignità alla birra; l’idea di creare un bicchiere (il TeKu) che avesse lo scopo di rappresentare la birra artigianale sia dal punto di vista tecnico (agevolando la percezione dei profumi), sia dal punto di vista stilistico attraverso una forma elegante che contribuisse ad elevare il prodotto che conteneva; l’idea di proporre la sua birra artigianale al canale dell’HORECA con particolare attenzione nei confronti dei ristoratori ai quali si chiedeva di pensare ad abbinare al loro cibo un’alternativa al vino; l’idea di concentrarsi su di una filiera corta con l’obiettivo di far comprendere che “La Birra è Terra!” fino a trasformare il suo birrificio in un’azienda agricola responsabile nei confronti del consumatore fin dai campi coltivati e optando per soluzioni energetiche il più possibile rispettose dell’ambiente naturale; l’idea di promuovere la “Birra Viva” attraverso un progetto ambizioso e innovativo: i locali Open che hanno permesso di far conoscere Baladin ma anche tanti produttori italiani di qualità; l’idea, oggi di guardare avanti, investendo in un impianto di produzione all’avanguardia e molto adattato alle esigenze di una produzione artigianale, inserendolo in un parco, un ambiente naturale da vivere e condividere che possa continuare a diffondere cultura diventando un punto di riferimento per gli appassionati della birra artigianale o semplicemente per i curiosi di nuove esperienze. Scegliendo come “casa” Piozzo, un piccolo paese affacciato sulle Langhe – grande terra di vini e viticultori che hanno saputo accettare questo “tradimento” delle tradizioni dimostrando amicizia, apertura mentale e divenendo fonte di ispirazione – dove è nato, dove nascono le idee e dove trova la sua energia. 
Il nuovo birrificio è un compendio di tutte queste visioni. 
Sorge in una vasta proprietà, fino ad oggi quasi totalmente inutilizzata e caratterizzata da ampie aree di verde che ospitava una splendida cascina e in cui erano presenti dei capannoni e una palazzina mai finiti. I lavori si svilupperanno in due blocchi: la riqualificazione delle aree funzionali (portata a termine) e la riqualificazione del parco i cui lavori, al momento abbozzati, proseguiranno a partire dall’autunno. Questa grande superficie consentirà inoltre al birrificio, di aumentare, se necessario, i volumi degli stabili, in futuro. 
Da qui l’innamoramento di Teo per il luogo e la consapevolezza di aver trovato una casa definitiva per il suo birrificio, per il suo mondo, per la sua visione. 
La progettazione ha richiesto oltre un anno e mezzo di attività. Da subito il gruppo di lavoro ha assunto una conformazione ben chiara: essere a prevalenza italiana e dimostrare, attraverso una rete di partner propositivi che è possibile creare un grande progetto nazionale consapevoli, così facendo, di contribuire al processo di conoscenza della produzione birraria italiana vista in una panoramica che va oltre alla produzione del prodotto stesso. 




Il filo conduttore del progetto è stato: creare un birrificio all’avanguardia ma adatto ad una produzione artigianale caratterizzata dalla flessibilità; pensarlo ad una produzione che possa soddisfare le richieste di un mercato nazionale e che portasse la capacità produttiva dagli attuali 20.000 ettolitri/anno ai possibili 50.000 ettolitri anno (ricordiamo che per la legge approvata in questi giorni da Camera e Senato della Repubblica, definisce che un birrificio artigianale, tra le altre condizioni, deve avere una produzione massima di 200.000 ettolitri/anno); lavorare per perseguire la massima qualità del prodotto attraverso attenzioni rivolte a preservare l’integrità totale della materia prima, mantenendo la birra viva, non pastorizzata; pensando a tutto questo come ad un luogo visitabile dal pubblico sempre, anche durante l’attività di produzione. 
La sfida è stata accolta con entusiasmo da tutti i partner tecnici che hanno creduto nel progetto ed è stato fondamentale il sostegno del gruppo ICCREEA Banca e della Banca Alpi Marittime che hanno permesso al birrificio Baladin di mantenere la sua INDIPENDENZA da grandi gruppi, condizione importante nel pensiero di Teo. 
La prima birra prodotta nel nuovo birrificio è stata una birra didattica. Infatti il birrificio ospita la sede operativa del corso di alto apprendistato per mastri birrai promosso dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con tanto di aula corsi dedicata. Teo ha voluto fortemente questa collaborazione per rendere ancor più concreto il contributo alla formazione di nuove figure professionali che possano un giorno divenire validi collaboratori o colleghi. L’impianto utilizzato è da 3 ettolitri ed è prodotto dalla ditta italiana Meccanica Spadoni di Orvieto a cui è stato affidato anche l’impianto di produzione principale con una capacità di 50 ettolitri. 
Il birrificio è ospitato in una grande area verde che nella primavera del 2017 sarà inaugurata ufficialmente. 
L’ambizione del Birrificio Baladin Società Semplice Agricola è di credere e concretizzare la parola “sostenibilità” lavorando per ricercare l’autonomia nella coltivazione delle materie prime, nella produzione dell’energia utilizzata per la produzione e nella distribuzione dei propri prodotti attraverso la creazione di una società commerciale collegata che prende il nome di Selezione Baladin S.r.l.. 




3 commenti:

  1. Vedere come e dove viene prodotta una birra che già ami, te la fa amare ancora di più! Ok... corro a berne un altro bicchiere bello fresco, che ci vuole!

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  2. Bellissime foto, veramente interessante vedere la produzione della birra , grazie per averla condivisa.

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