mercoledì 3 settembre 2014

Da Capitan Drake arrivi in Nuova Zelanda con un cin

Buongiorno!

Poco più di un mese fa ero a cena a casa di amici. Stavamo sorseggiando, come spesso facciamo, un buon vino in compagnia a chiusura di un'ottima cena in terrazza vista lago (di Como ovviamente) e ci siamo posti una domanda "Ma a Como dove si può andare a bere un buon bicchiere di vino, fare quattro chiacchiere fra amici e mangiarsi qualcosa? Quali sono i locali frequentati dalla gente della nostra età? (che non sto a specificarvi)". Risposta "Boh!". 
Ho preso la domanda come una missione ed eccomi a far giri per Como alla scoperta di locali per noi.
Ieri sera sono stata all'enoteca Capitan Drake. Ad ottobre saranno due anni di apertura.
Il posto mi è stato consigliato da una amica che mi ha anche fatto compagnia per l'aperitivo, siamo andati a vedere le recensioni e sono tutte belle tanto da avere il Certificato di Eccellenza 2014 Tripadvisor esposto vicino alla cassa.
"Mio figlio è stato per un po' di tempo in Nuova Zelanda dove si è innamorato di quelle distese di Pinot Noir. Noi avevamo già l'idea di aprire questo locale e, aumentando la passione per i vini, abbiamo deciso di aprire una enoteca con bottiglie neozelandesi ed eccellenze italiane".
Nasce come locale Fish&Chips ma poi si sono posti delle domande su quanto potesse andare un locale del genere a Como ed hanno ampliato il progetto ad enoteca.


"La passione è venuta con il tempo" dice la mamma Giovanna. E devo dire che la passione traspare dai loro modi di fare, dal servizio, dall'attenzione al cliente oltre che dalla scelta della carta dei vini. "Mio figlio sta studiando da sommelier e io apprendo da lui".
Aperto tutto il giorno puoi venire qui per un panzerotto o per il piatto del giorno che ieri era lasagne vegetariane e parmigiana. Puoi degustare un calice con un tagliere di affettati e formaggi, puoi mangiarti della carne e, ovviamente, Fish&Chips.
Mi faccio consigliare da lei che mi fa fare due assaggi per scegliere la tipologia e alla fine decido di rimanere sui vini neozelandesi. Prendo un Blend Merlot Cabernet 2010.


"I vini neozelandesi, da disciplinare, hanno meno solfiti rispetto anche a quelli biologici italiani" mi spiega.
Da mangiare scelgo un tagliere Ariccia e Parma


"Della cucina me ne occupo io con l'aiuto di Andrea e adesso anche di mia nuora".
Forse perché avevo finito il mio bicchiere, forse perché ha capito che la loro passione è anche la mia, sta di fatto che ad un certo punto mi si avvicina e mi offre un assaggio di un vitigno autoctono toscano, Pollera,  dell'Alta Lunigiana.


L'aperitivo sta per volgere al termine, i clienti continuano ad arrivare e la percentuale straniera è alta. Dalla porta entra un ragazzo e Giovanna lo saluta con "Ecco il Capitano" ed io capisco, è arrivato il figlio Riccardo e posso fare l'ultima domanda curiosa "Perché Capitan Drake?"
"Cercavamo un nome che fosse mnemonico e Capitan Drake ed ha un senso legato alla storia. Drake fu il primo navigatore inglese a fare il giro del mondo ed è il giusto richiamo entrando qui e vedendo i vini che arrivano dal mondo".
Soddisfatta di tutto ringrazio, saluto e...alla prossima!

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