Buongiorno!
Oggi parliamo di baccalà. A chi piace il baccalà? A tanti!
Partiamo con il definire baccalà e stoccafisso, perché è spesso momento di imbarazzo distinguere esattamente cosa si ha nel piatto.
Baccalà e stoccafisso hanno in comune la materia prima, il merluzzo di alta qualità (per fare lo stoccafisso, ad esempio, si utilizza solo merluzzo norvegese della specie gadus morhua). Sia nel caso del baccalà che dello stoccafisso, il merluzzo viene pescato e dissanguato direttamente a bordo dei pescherecci. Si procede poi con il taglio del ventre e della testa. Dopodiché viene lavato e pulito in acqua corrente.
Da questo momento in poi i processi di lavorazione sono completamente differenti.
Per lo stoccafisso il pesce viene essiccato all’aperto, grazie all’azione del sole e del vento, su apposite rastrelliere. Durante il periodo di essicazione si effettuano costanti controlli sulla distanza tra un merluzzo e l’altro. Questo perché la distanza deve essere tale da far circolare l’aria e non far sì che si formino macchie, muffa o residui di sangue che ne ridurrebbero la qualità del prodotto finale. Viene prodotto da febbraio a giugno.
Per il baccalà invece, il merluzzo attraversa un processo di salatura di circa tre settimane e viene prodotto tutto l'anno.